Per preservare la salute del cavo orale, gli igienisti dentali dovrebbero considerare l’elaborazione di piani di prevenzione individualizzati per i pazienti che praticano attività subacquee.
Le immersioni e lo scuba diving possono avere ripercussioni sullo stato di salute della bocca. È cruciale che i professionisti sanitari prestino attenzione agli stili di vita dei loro pazienti per assicurare il successo a lungo termine dei programmi di salute orale. Nell’ambito di un approccio motivazionale, il professionista deve acquisire una visione completa delle abitudini e delle condizioni cliniche ed extra-cliniche del paziente, al fine di concordare strategie operative efficaci.
Studi scientifici hanno evidenziato i potenziali rischi di infezioni e altre problematiche oro-facciali associate all’uso dei boccagli da sub. Sebbene le infezioni dirette del cavo orale siano meno frequentemente riportate rispetto ad altri disturbi, diverse ricerche sottolineano complicazioni correlate all’uso prolungato o non corretto di tali dispositivi.
Una revisione sistematica della letteratura ha indicato che circa il 35% delle problematiche testa-collo legate all’attività subacquea interessa l’area oro-facciale. Tra i problemi più comuni si riscontrano disfunzioni dell’articolazione temporomandibolare (ATM), ulcere da pressione e irritazioni gengivali causate dal contatto con il boccaglio. Per chi pratica frequentemente immersioni, come gli istruttori, e in presenza di disfunzioni dell’ATM diagnosticate, potrebbe essere vantaggioso l’utilizzo di boccagli personalizzati per ridurre tali rischi.
Un’indagine condotta su oltre 1.000 subacquei civili in Francia ha rivelato che il 25,2% ha sperimentato disturbi orali durante le immersioni, tra cui barodontalgia, sindrome del boccaglio e fratture dentali. Solamente il 43,5% dei partecipanti si sottoponeva a controlli odontoiatrici regolari, evidenziando la necessità di una maggiore enfasi sui protocolli preventivi.